Il sogno di un uomo ridicolo, fra recensione e riflessioni

C’è una domanda che ha condizionato la vita dell’uomo nel corso della storia, fornendo alle religioni un valido pilastro di esistenza: “Cosa c’è dopo la morte?”.
Avvolta da paura e mistero, questa domanda affonda le sue radici in un tempo immemorabile ed ha costituito quello che è l’impulso dell’uomo allo sviluppo scientifico, coadiuvato dal primordiale istinto di sopravvivenza.

Tutt’ora non ci è dato sapere cosa aspetti l’uomo dopo la morte, le religioni hanno fornito valide teorie e dogmi che rendono l’esistenza dei credenti più sopportabile sebbene, nonostante ciò, essi si aggrappino comunque alla vita. Molti sostengono nell’esistenza del nulla più assoluto, asserendo che quella terrena è l’unica esistenza si cui è possibile disporre; altri che questa sia solo una delle infinite esperienze di vita che ci sono concesse. Altri ancora sostengono nell’esistenza di un duplice regno, dando alle nostre azioni terrene un ruolo discriminante, atto a categorizzarci dopo la fatidica esalazione finale.

E se esistesse una nuova versione del nostro pianeta alla quale accedere dopo la morte?
Con degli abitanti che convivono in serenità come una grande famiglia, privi di ogni atteggiamento prevaricatorio e coscienti della vita senza servirsi delle scienze per comprendere l’universo. Un modo idilliaco in cui la caduta dal Paradiso Terrestre non è mai avvenuta e ogni essere vivente, dagli animali alle piante sono uniti e comunicano fra di loro.

È proprio in un mondo del genere che si risveglia il protagonista del libro “Il sogno di un uomo ridicolo” di Dostoevskij, dopo essersi piantato una pallottola in testa. L’opera si presenta come la narrazione in prima persona di un uomo che racconta la sua esperienza nell’aldilà. Nella prima parte del libro l’uomo descrive la sua vita e se stesso prima di quell’esperienza.

Sinossi

Il protagonista è un uomo di mezza età che decide di porre fine ai suoi giorni quando la sua indifferenza al mondo diventa quasi insostenibile. Pronto ad agire, si addormenta con la rivoltella sulla scrivania e comincia a vivere la sua esperienza onirica. Egli è una figura in metamorfosi che da cinico e indifferente al mondo riscoprirà l’amore per i propri simili solo dopo aver corrotto le creature del paradiso terrestre sognate. Ritornato sulla Terra, è pronto a parlare a tutti della sua esperienza ma come ogni buon profeta, non verrà creduto ma da tutti sarà considerato solo un ridicolo sognatore.

La svolta

La trama è lineare, risulta piacevole agli occhi del lettore che sarà portato a soffermarsi sulle riflessioni del protagonista rispetto alla condizione umana e alla concezione di peccato. Interessante è il sognatore ridicolo che da personaggio negativo sembra trovare la redenzione dopo l’ultima azione dannosa. Il suicidio rappresenta l’inizio di questo viaggio e getterà le basi per il cambiamento dell’uomo che avverrà quando si renderà conto che quel mondo idilliaco altri non è che la propria Terra priva di ogni male.

Esiste su questa nuova terra lo strazio?
Sulla nostra noi possiamo amare solo con dolore e tramite quello!
Altrimenti non si ha nessuna alcuna dimensione di un sentimento. Io abbisogno di dolore per concepire la gioia.
Desidero all’istante baciare, inondare di lacrime solo quella terra che ho rinnegato.
Non accetto alcuna ulteriore esistenza da consumarsi altrove!

È in questo punto che ritengo possa percepirsi la potenza di questo breve libro. Poche righe gestiscono in maniera magistrale il momento di svolta del protagonista che prende coscienza dell’amore per la propria terra quando capisce di essere lontano da essa. Inoltre, la descrizione del dolore come metro di valutazione dell’amore è un aspetto che si ritrova molto nella vasta produzione di Dostoevskij, fatta di dualismi che generano gli impulsi vitali dei personaggi.

Considerare il dolore come metro di valutazione del sentimento non è così lontano dalla nostra realtà e apre un ottimo spunto di riflessione su quanto la presenza del dolore sia effettivamente utile all’amore. Non è proprio questo contrasto ad aver posto le basi per le liriche e i romanzi d’amore più intensi e appassionanti della letteratura mondiale di ogni epoca storica?

Andreanahood

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