Corpo in scena

Ci hanno insegnato a non essere politici, polemici; a saper sorridere perchè se sei una ragazza, che tu sia dolce. Hanno inculcato l’idea di un corpo perfetto, con delle forme perfette, dei canoni da rispettare senza i quali l’esistenza non è consentita del tutto. Perchè? La società ci tiene alla tua salute, è per te. Ora, in questo preciso istante, sei solo un seme di ciò che potresti diventare. Sei una bozza venuta male che un’abile mano di precetti ha il dovere di correggere.

Così cominci a camminare per strada come se tu non ti appartenessi, come se fossi un’anima rinchiusa in un corpo non tuo. Ti diranno che va bene perchè è proprio la consapevolezza del proprio stato che fa attuare il mistico cambiamento. Peccato che quel tipo di consapevolezza non è altro che disprezzo e odio per il tuo corpo, per ciò che dovrebbe essere e che non è.

Da questo punto in poi le strade percorse possono essere varie, come vari i risultati. Il più delle volte si cade in un tunnel dal quale diventa sempre più difficile uscire.

Sappi che l’odio non è una soluzione perchè è irrazionale e, affinchè un cambiamento possa avvenire, la logica deve essere l’unica ancora alla quale aggrapparsi nel difficile percorso del cambiamento fisico.

Il motivo è semplice: durante il cambiamento del proprio stile di vita (con dieta e/o attività fisica), laddove possibile, noi continuiamo ad esistere. Non andiamo in pausa per riprenderci a percorso finito. Il continuare a respingersi non fa altro che portare a commettere degli errori dettati dall’irrazionalità che genereranno mostri più grandi di quelli delle nostre solite fantasie.

L’industria della dieta e del fitness estremo sono sempre in agguato a farti sentire un essere umano sbagliato, un errore di programmazione al quale porre rimedio. Uno stile di vita sano va bene, se manca di cilicio però. Il cambiamento se deve, avverrà dall’interno.

E i disturbi alimentari allora? Siamo in  dovere di proteggere coloro che ne soffrono da loro stessi. Certo, ma se un mio amico/conoscente ha la polmonite, non improvviso delle competenze da medico. Il punto è quello: possedere delle competenze per emettere determinate affermazioni e, qualora in possesso, la sensibilità dovrebbe essere un dovere. Il più delle volte fantomatici professionisti del settore, guru dello stile di vita perfetto, si atteggiano a divinità mistiche che devono darti il diritto di esistere.

A te che stai leggendo, sì, proprio a te che sai di cosa sto parlando, dico di non sentirti ladro di un’esistenza che credi di dover quasi meritare.

Il cambiamento, se vuoi che avvenga, avverrà ma non odiando te stesso. Tu sei di più delle parole che ti cuciono addosso, più dei marchi che ti affibbiano sulla pelle. Sei un essere umano e tanto basta a darti il diritto di esistere.

Devi tessere la tua storia, la tua magnifica avventura nel mondo non interpretare il personaggio di un qualche spettacolo teatrale che il mondo ha costruito per te.

D’altronde il teatro è quella cosa in cui i personaggi soffrono quando capiscono che quella per cui hanno sempre lottato è soltanto la loro maschera di scena.

Andreanahood

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