Racconto di Dicembre: La volpe e la farfalla

C’era una volta un paesaggio innevato…
La neve danzava nel cielo in fiocchi leggeri, posandosi delicatamente sulle fronde degli alberi e sul terreno del bosco d’argento. Una volpe affondava le zampe nel soffice e candido manto, sfuggendo ai colpi di piombo che irrompenavo nell’aria violando la sacralità del luogo. Era lesta: se qualcuno dall’alto avesse osservato la scena, avrebbe intravisto una scheggia rossa fendere il bianco. È strano il modo in cui la vita scorre veloce quando si è vicini alla fine. In quei momenti, qualcuno rivede i momenti felici, altri le proprie colpe. La volpe invece focalizzava solo sulla via di fuga, modificando la traiettoria da seguire di volta in volta. Non aveva un principio da ricordare né qualcosa da rimpiangere; aveva cara la vita stessa, la sopravvivenza.
La natura le imponeva la vita e la volpe eseguiva. Corse fino al torrente di ghiaccio poiché una volta attraversato, sarebbe stata al sicuro.
Spesso un luogo sicuro rivela la sua natura funesta quando è ormai troppo tardi.
Una farfalla danzava leggera tra i fiocchi di neve: sembrava fatta di sogni.
La volpe stava attraversando il torrente ghiacciato quando la vide. Rimase a fissarla e senza procedere oltre e cominciò ad agitare le zampe anteriori per cercare di prenderla.
Il ghiaccio s’infranse…
Al richiudersi delle lastre, la farfalla volò via e la neve mutò il rosso in bianco.

Andreanahood

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