Odio la birra: ricordi di una piccola libreria

Passeggiando per le strade del piccolo borgo in cui sono cresciuta, ho posato lo sguardo sul luogo in cui da bambina fino alla fine della mia adolescenza trascorrevo quasi ogni sabato: la libreria.

Sarà l’aroma della nostalgia ad abbellire i ricordi, ma le sensazioni che vengono riportate alla mente non mentono. Quella piccola Mondadori è stato uno dei pochi luoghi verso i quali mi legava un vero e proprio senso di appartenenza. É stato il posto in cui ho cominciato ad acquisire un gusto letterario indipendente e dove ho cominciato a mettere solide basi nell’ambito della scienza dell’incastro perfetto a casa quando sono sorti i primi problemi della mancanza di spazio negli scaffali della mia libreria. Era il posto in cui mi regalavo dei sogni di carta in giornate in cui tutto era tutto monotono o poco gratificante.

L’architettura della libreria era quella tipica di un borgo ottocentesco.

Tre stanze piccoline separate da archi e cupole si precedevano a vicenda; tra la seconda e la terza camera vi era un piccolo corridoio dove era amabilmente disposta gran parte della letteratura che andava dall’700 ai primi del ‘900. Qui ho stretto un legame profondo con Jane Austen, le sorelle Brönte, Shakespeare, Dumas etc. Le tre camere e il piccolo corridoio hanno scandito spazialmente la mia evoluzione letteraria.

Da bambina la seconda camera era la mia preferita, perchè custidiva i libri del Battello a vapore (la serie rossa e quella arancione erano le mie preferite!) e quelli di Geronimo Stilton. Successivamente passai al “corridoio”,transizione che segnò la mia disfatta emotiva: leggevo di amori impetuosi ed eterni talvolta dannati, di personaggi cupi e dal passato misterioso che in realtà avevano solo desiderio di essere amati (Jane Eyre è stato uno dei pilastri fondamentali della mia idealizzazione adolescenziale).

In quel settore ricordo che acquistai anche il mio primo giallo: il mammut della Newton Compton di Sherlock Holmes. Ebbene: cominiciò così il periodo in cui oscillavo fra C.Doyle e A. Christie (i gialli rimane uno dei generi ai quali sono tuttora rimasta legata). Per non parlare della fase da Edgar Allan Poe e Lovecraft: il gotico e il macabro divennero temi dominanti delle letture dei miei sedici anni. Al tempo, anche il mio abbigliamento cercava di riprendere qualche dettaglio gotico e “sinistro”. Potrete allora capire la mia sorpresa nel notare che la libraia seguiva lo stile al quale io (vagamente) tendevo. Alla ragazza dei libri ero davvero molto grata per il silenzio che rispettava quello che io consideravo come un tempio: caratteristica non banale poichè attualmente nelle grandi librerie è quasi impossibile trovare un’atmosfera placida e silenziosa. Avrei sempre voluto aprire una conversazione con la libraia ma non ne ho mai avuto il coraggio. Ero felice quando si complimentava per qualche titolo particolare che avevo scelto.

L’ultimo periodo in cui frequentai quella libreria è stato quello della “prima stanza” che ospitava opere di narrativa moderna. Acquistai il mio primo romanzo di Murakami (La fine del mondo e il paese delle meraviglie), conobbi Margaret Mazzantini e tanti altri scrittori più attuali rispetto ai miei standard del tempo.

Ora al posto della piccola Mondadori vi è una birreria. Non so come abbiano gestito lo spazio interno nè come abbiano trasformato l’ambiente; non ci sono mai entrata dopo la chiusura della precedente attività.

Soltanto di una cosa sono certa: io odio la birra.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Anch’io adoravo il Battello a vapore! Tra tutti i libri di quella mitica collana, quale ti è rimasto più nel cuore?

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    1. Andreanahood ha detto:

      Il primo che mi ritorna alla memoria è “L’ultimo lupo”. Quel libro è stato uno dei primi ad avermi fatta commuovere. A te, invece?

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      1. wwayne ha detto:

        Per quanto mi riguarda sicuramente “Gasparone e lo zibibbo” (collana bianca), perché è stato uno dei primissimi libri che ho letto (il primo ovviamente era anch’esso del Battello a vapore, e si intitolava “L’uovo di Ortone”), e anche perché mi ha fatto passare tante splendide serate prima della buonanotte.
        Visto che condividiamo la passione per i libri, spero che questo mio post ti dia degli spunti per le tue letture future: https://wwayne.wordpress.com/2013/08/24/la-fine-di-un-altra-era/. Grazie per la risposta! 🙂

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      2. Andreanahood ha detto:

        Leggerò il post! Grazie a te ☺️

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